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SUMMARY:LA NOTTE DELL'IMPRENDITORE.
DESCRIPTION:La notte dell’imprenditore \nNon esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare. \nUn pubblico consapevole che avrebbe portato a casa nuove idee\, ma soprattutto un cambio di paradigma rispetto al vecchio modo di pensare. E’ stato un successo\, insomma\, l’esito dell’incontro fra uomini d’azienda sul tema La notte dell’imprenditore\, nella sala convegni Decor 2000 di Altamura. Certo\, non è stato un meeting distensivo\, dato l’argomento in trattazione\, ma i presenti hanno potuto percepire una “luce” accendersi nel buio. \nNei miei precedenti articoli ho più volte ripetuto questa frase: “Ci sarà pure la crisi\, ma noi cosa stiamo facendo?”; però\, noto con enorme dispiacere che\, soprattutto per i giovani\, queste parole non vogliano dire granché. Forse perché convinti che ci sia qualcun altro che farà qualcosa al posto loro. E se a questo\, poi\, aggiungiamo l’assenza totale delle istituzioni (se non solo in veste di esattori)\, il gioco è fatto: si cade nella trappola dell’immobilità\, peggiorando la situazione. \nIl seminario dell’altra sera è stato davvero illuminante poiché è riuscito a dare più di una risposta proprio a quel tipo di domanda; cioè cosa fanno le persone e le aziende di successo in tempi di crisi? \n\nSpengono il televisore\, o quantomeno sanno che non devono farsi influenzare.\nDeformano la realtà\, trasformando i problemi in opportunità.\nPensano che le crisi e le difficoltà possano essere superate.\nPensano che ci sia un principio e una fine in tutto.\n\nQuesto tipo di atteggiamento li mantiene motivati e creativi. Le motivazioni sono il vero carburante che spingono oltre le persone e le aziende di successo. \nIl clou della serata è stato raggiunto dall’intervento di Paolo Ruggeri\, autore del libro “I Nuovi Condottieri” e titolare di “Open Source Management” di Bologna\, (scuola cui devo buona parte della mia formazione)\, quando ha parlato delle prospettive future e delle sue indicazioni su come affrontare l’attuale scenario economico. Vediamo allora quali sono le azioni da fare\, secondo Ruggeri. \n\nOccuparsi delle cause interne\n\nInvece di usare i momenti sfavorevoli di mercato come giustificazione\, bisogna occuparsi delle cause interne. Quali sono le aree d’inefficienza della tua azienda? \nI cali di fatturato\, o del giro d’affari\, avvengono quando congiunture sfavorevoli esterne s’incontrano con una scena interna all’azienda\, che già da qualche tempo era in difficoltà. \n  \n\nUscire dalla zona di confort\n\nImprenditori al comando di aziende vincenti escono dalla propria zona di confort\, abbracciando progetti che fanno paura o creano eccitazione. \nQuali sono le cose della nostra azienda che non stiamo affrontando? \nQuali sono quelle cose che sappiamo di dover fare e che continuiamo a rimandare? Poniamoci obbiettivi chiari e sfidanti a 5 anni e scriviamoli. \nUsciamo dalla zona di confort. Quando in passato l’abbiamo fatto\, abbiamo sempre ottenuto buoni risultati. \n  \n\nAbbracciare il marketing\n\nLe aziende che crescono\, anche in tempi di crisi\, fanno davvero il Marketing che non è fatto solo di fiere\, brochure e manifesti\, ma sanno leggere il mercato. \nOccorre avere un’idea su come portare valore al mercato. \nQuali sono le reali necessità della nostra clientela e come la nostra impresa si sta organizzando per soddisfarle? \n  \n\nMettere controllo sugli aspetti finanziari\n\nLe aziende di successo misurano gli utili su base mensile. \nSappiamo qual è la marginalità del nostro prodotto/servizio? \n  \n\nMotivare le persone. Adottare una politica di gestione delle risorse umane\n\nUn’idea imprenditoriale è direttamente proporzionalmente alla qualità delle persone cui l’hai fatta sposare. \nQuando prendiamo a lavorare con noi delle persone\, devono avere tre qualità: Capacità relazionale\, Competenza tecnica e Motivazione. \n  \n\nMigliorare se stessi\n\nChi guida tali aziende ha ben chiaro che il primo punto\, di qualsiasi progetto d’impresa\, consiste nell’intraprendere un programma per migliorare se stessi. \nPer le performance individuali\, l’importante non è quanto bravi già siamo. Quello che veramente conta è quanto aspiriamo a diventarlo. \n  \n\nAlleanze\n\nL’individuo singolo non ha successo\, ma si limita a sopravvivere. \nDiventiamo qualcuno di interessante da frequentare e con cui tutti vorrebbero fare affari. \n  \nPer concludere\, la sintesi de La notte dell’imprenditore si può racchiudere in un famoso ed eloquente aforisma di Einstein che recita: “Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi”. \nGiovanni Matera \nPer consultare altri miei articoli \nhttp://www.giovannimatera.it/libri/
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SUMMARY:IL CORAGGIO DI REINVENTARSI.
DESCRIPTION:IL CORAGGIO DI REINVENTARSI.\n\n\nLa ripresa sta per iniziare. Ma siamo pronti a ripartire? Siamo pronti a coglierla pienamente? Siamo pronti a sfruttare i trend che caratterizzeranno il futuro prossimo?\nQueste le tematiche affrontate nel workshop che si è svolto a Bari\, all’Hotel dei Principi\, (anno 2015\, ma sempre attuali) con l’aiuto di importanti opinion leader in diversi settori\, per dare risposte attraverso i loro occhi e la loro esperienza sul campo.\nFiducia\, entusiasmo\, innovazione e coraggio sono state le parole chiavi più ripetute durante il convegno. Molte le aziende che\, purtroppo non hanno retto all’impatto con la crisi odierna\, o sono in notevoli difficoltà\, ma molte altre sono riuscite non solo a resistere ma anche a batterla.\nGià dai primi interventi dell’incontro barese è chiaramente emerso che tante aziende ce l’hanno fatta a superare la severa congiuntura in atto\, perché hanno messo in pratica quelle quattro vitali parole: Fiducia\, Entusiasmo\, Innovazione e Coraggio; chi invece si è attardato a perseguire ancora vecchi schemi e vecchi paradigmi\, adesso si trova sulla via del declino. Ma nulla è del tutto perduto. Si può ripartire e tornare protagonisti sul mercato\, a patto però che si abbia la forza di riconoscere e analizzare gli errori commessi in passato e la volontà di porvi rimedio.\nIl dott. Francesco Tosto\, capo della Plus x nel ruolo di ottimo conduttore\, si è avvalso di eccellenti relatori come la dott.ssa Giovanna Contento (selezione personale) e il dott. Fabio Cialdella (responsabile marketing) i quali\, parafrasando la nascita di un bambino\, hanno fatto una similitudine con una “Start Up”\, per cui anche in questo caso occorre necessariamente fare ricorso a quelle quattro fondamentali parole affinché si possa conseguire il successo.\nPoi è stata la volta del dott. Pasquale jr. Natuzzi (Strategic Marketing Natuzzi S.p.A.) il quale ha fornito una serie di risposte a quesiti posti dal dott. Tosto\, esponendo anche la propria visione sugli atteggiamenti e strategie che la nostra imprenditoria dovrebbe assumere per il futuro:\nCreare un bisogno. Creiamo qualcosa o innoviamo un prodotto/servizio che prima non c’era e vendiamolo.\nCome ci vediamo tra vent’anni. Lo sguardo verso il futuro aiuta. Io\, nei miei articoli mi ero limitato a cinque anni\, ma lui è molto più giovane di me e ne ha aggiunti altri quindici.\nVeloci nel reagire alle difficoltà. La visione\, la meta in questi casi aiuta molto. Il sapere cosa si vuole fare da grande e un atteggiamento mentale positivo sono il carburante giusto.\nIL mercato online e da tenere d’occhio. Bisogna inserirsi non combatterlo. Nel prossimo futuro le vendite online aumenteranno sempre di più e gli acquisti saranno sempre più personalizzati.\nAltri spunti interessanti sono venuti dal dott. Gaetano Frulli (Fruman Rappresentanze S.r.L.):\nRitorno alla piccola distribuzione. A causa di una crisi prolungata\, molte aziende della grande distribuzione stanno ritornando nei loro paesi di origine. Dobbiamo sfruttare questa opportunità riempiendo noi quei vuoti.\nSviluppo network\, win-win (io vinco\, tu vinci). Creare dei network che facciano da collegamento tra il produttore e il consumatore. La materarredamentishop va giusto in questa direzione. La forza di questo strumento sta nel fatto che ogni singola azienda può immettersi in una grande famiglia allargata e così poter diffondere i propri prodotti\, dove\, da sola\, non sarebbe mai arrivata.\nRe-start up. Si può ed è auspicabile che nascano dei RE-START UP (aziende esistenti che s’innovano nei prodotti o nei servizi) che si interessino principalmente delle persone. E’ la persona\, in fin dei conti\, che crea il mercato. Aggiungiamo emozione ai nostri prodotti o servizi e raccontiamo la loro storia. L’imprenditore oggi deve saper raccontare la storia del proprio prodotto o della propria azienda.\nSi è parlato anche di turismo\, grazie all’intervento del dott. Francesco Caizzi\, presidente Federalberghi di Puglia:\nTurismo come risorsa di tutto il territorio. Da subito il dott. Caizzi ha fatto notare che il turismo negli ultimi anni e in continuo aumento in tutto il mondo. L’Italia è scesa però dal quarto posto all’undicesimo. Se teniamo presente che il comparto turistico assume principalmente persone\, è facile immaginare la perdita occupazionale.\nLa nostra cultura allontana l’imprenditorialità. Il turismo si sta spostando sempre più su una gestione imprenditoriale; anche altri settori non stanno messi meglio. Il problema è da ricercare nella famiglia: la mamma vuole il posto fisso per il figlio. Ci siamo mai chiesti perché un normale giovane italiano che va a lavorare in qualsiasi parte del mondo\, subito diventa imprenditore\, valido ricercatore\, miglior manager in qualsiasi azienda? Qualcuno potrebbe obbiettare che è anche merito della formazione scolastica che ha ricevuto in Italia. E’ vero! Ma\, allora\, perché quelle loro capacità non vengono sprigionate in Italia.\nInfine\, il dott. Francesco Tosto ha tirato le conclusioni riportate qui in sintesi.\nRimettiamoci in gioco: facciamo quelle cose che sappiamo di dover fare.\nManteniamo la nostra identità: sviluppiamo il nostro Brand.\nStringiamo alleanze con fornitori\, aziende ecc.\nSfruttiamo gli assett: paesaggi\, cibo\, design.\nSviluppiamo le abilità: partecipiamo a seminari e corsi formativi.\nSviluppiamo network (win-win): creiamo una rete in cui vincono tutti.\nInvestiamo nei fattori soft: formazione\, persone\, servizi\, esperienze.\nPuntiamo sulle persone\, sono loro il nostro mercato.\n\n\nGiovanni Matera\nPer consultare altri miei articoli:\nwww.giovannimatera.it/libri/
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SUMMARY:LA CRISI ECONOMICA? PER MANCANZA DI FILISOFIA.
DESCRIPTION:La crisi economica? Per mancanza di filosofia \nMichele Cristella – Giornalista Professionista \nECONOMIA Al Don Chisciotte “Lezione” conclusiva di Giovanni Matera sul come essere imprenditori \nLa crisi economica?\nPer mancanza di filosofia \nImprenditore: conoscere\, sognare\ne saper condurre verso una meta \nUn circolo.\nIeri sera\, nel caffè letterario Don Chisciotte\, introdotto da Marilena Frigiola\, lezione conclusiva di Giovanni Matera sul come diventare ed essere imprenditore\, o meglio sul come far progredire un’azienda e con essa il lavoro\, l’economia di una comunità e la dignità sociale.\nNel bel mezzo della conversazione\, condotta anche con le slide\, ecco una delle frasi più antiche del mondo\, sulle quali l’uomo ha costituito i principi della sua esistenza e dell’andare del mondo. La frase è: “Siamo ciò che pensiamo”. Essa sta scritta in una grotta di Elea\, nella vicina Campania: “Pensare è la stessa cosa che essere” e il suo autore fu il “terribile vecchio” Parmenide (515 – 450 a. C.). Un millennio dopo Cartesio la ripeté col suo famoso Cogito ergo sum\, “Penso dunque sono”. \nE dunque l’economia ha bisogno di filosofia. Ecco\, dunque\, spiegata la crisi mondiale d’oggi: se quattro gatti detengono il 99% della ricchezza internazionale\, danno vita a una diseguaglianza così marcata che è ingiustizia e diseconomia\, una dispersione di valori e di opportunità. In altre parole l’economia d’oggi soffre perché chi la padroneggia non sa nulla di filosofia\, cioè non pensa\, dunque non è consapevole di ciò che è\, o meglio è il suo tesoro\, una cosa inanimata\, invece che essere pensante. \nDa questo principio si possono far discendere tutti i suggerimenti esposti da Matera per il benessere di quella piccola o grande comunità che è un’azienda in relazione con tutte le altre comunità del territorio e\, virtualmente\, del mondo. La crisi\, dice Matera\, in sé è cambiamento\, in essa bisogna vedere le opportunità possibili\, avendo in mente di essere parte del proprio territorio. Ma la necessità di cambiamento insita nella crisi deve cominciare da noi stessi\, dal conoscere la situazione aziendale e di mercato\, dal guardarsi con gli occhi dell’altro e dal pensare cose nuove\, perfino sognarle\, perché chi non sogna è già morto\, pertanto l’imprenditore non dev’essere un boss che comanda\, ma un leader che conduce verso una nuova meta\, un nuovo obiettivo. \nNella conversazione con chi ascoltava\, è stato citato il cambiamento con il “tutto scorre” di Eraclito e come un nuovo studiato a tavolino\, quindi ingannevole\, invece che spontaneo e perciò nuovo per davvero.\nSembravano quegli interlocutori\, in reciproco ascolto\, e forse lo erano\, membri di un circolo filosofico. \nMichele Cristella – Giornalista Professionista \n Giovanni Matera \nPer consultare altri miei articoli: \nwww.giovannimatera.it \n  \n 
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SUMMARY:IMPRENDITORI SI NASCE O SI DIVENTA?
DESCRIPTION:IMPRENDITORI SI NASCE O SI DIVENTA?\n– L’impossibile diventa Possibile.\n– L’imprenditore disegna sogni e li concretizza.\n– Non c’è cambiamento senza consapevolezza\nProsegue con grande successo\, a cadenza mensile\, il corso di Ricerca e Formazione a cura dell’imprenditore\, Giovanni Matera. Dopo aver analizzato la figura del Leader\, contrapponendola a quella del Capo\, il nuovo tema dell’incontro è stato: “Imprenditori si nasce o si diventa?”\nAl Don Chisciotte Caffé Letterario di Laterza\, l’atmosfera si riscalda mentre presenze già note e facce nuove\, disoccupati e studenti\, imprenditori coraggiosi ed aspiranti tali\, si scrutano in silenzio\, vicendevolmente\, prima che l’autore de “La cassetta degli attrezzi” torni a sfogliare per noi le pagine del libro\, riproposte su schermo\, attraverso un tour a tappe su Power Point.\n“Dio ci ha dato due orecchie ma soltanto una bocca proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà” (Epiteto)\nCon la Politica che si riempie le ganasce di Cultura e fatue promesse\, senza riflettere sull’importanza che una degna Formazione Imprenditoriale avrebbe sull’esistenza di ogni cittadino\, Giovanni Matera ci invita a riflettere sul nostro passato\, poiché soltanto la Conoscenza di ciò che fummo è in grado di favorire la costruzione di noi stessi.\nLaterza siede su pietre che la Storia ha scavato\, spuntato\, affilato\, arrotondato\, indipendentemente dal fascio politico che l’ha colorata negli anni. E ci racconta di quei padri e di quei nonni che la sua terra l’hanno zappata\, versando sangue\, sudore e lacrime per garantire un futuro più dignitoso ai figli di domani.\nE parla ancora\, Laterza.\nOgni vicolo incassato tra le mura del Paese Vecchio\, ogni strada affacciata su vie gremite di negozi\, è un libro aperto sulla realtà di chi ha vissuto il vero tracollo economico\, la povertà\, la Depressione\, quando procurarsi un tozzo di pane era considerato un lusso per pochi e la gente camminava per strada con le scarpe consumate\, giacche e calzoni rattoppati ma sempre a testa alta.\nFino a qualche anno fa abbiamo guardato Laterza dal basso\, come fratelli e figli costretti in un borgo che non offriva spazi\, garanzie\, opportunità. Oggi\, a dispetto della nuova ondata di crisi che sta braccando l’Italia e con rinnovato senso critico\, possiamo affermare che Laterza è un paese rimesso a nuovo\, in costante apertura. Questo grazie all’impegno di coloro che hanno creduto nelle sue potenzialità\, nella sua ricchezza territoriale e soprattutto in quegli stessi figli che dai padri hanno ereditato la forza e la dedizione\, credendo innanzitutto in se stessi.\nMolti dicono “Qui c’è il nulla” “Il Paese muore”\, “Mancano le iniziative”.\nProviamo a mettere il naso fuori dai luoghi comuni e a domandarci seriamente “A cosa serve lamentarsi se l’unica cosa che riusciamo a fare è quella di aspettare che Madame Opportunità ci chiami al cellulare?”\nLe iniziative ci sono. E sono il frutto di un impegno meticoloso\, di un’aggregazione carismatica che ai cittadini\, soprattutto ai giovani\, chiede soltanto predisposizione all’ascolto\, innovazione\, senso etico\, al fine di ridestare il “condottiero” che sonnecchia in ognuno di noi e far prosperare le Aziende. Maggiori saranno gli imprenditori in grado sfidare e osare\, di reinventarsi dal vecchio\, molteplici saranno le richieste di lavoro.\n“L’imprenditore vede sempre il lato positivo della realtà ove opera\, dipinge il mondo con i colori della volontà e della costruttività\, e mai con quelli della rassegnazione. “\nGiovanni Matera sostiene che il vero Imprenditore non è un folle bensì colui che non cede ai manrovesci del destino. Sa essere positivo\, segue i collaboratori da vicino\, li sprona a dare il meglio\, senza disorientarli o terrorizzarli\, diventa per loro un ombrello\, una sorta assistenza continua. Come in una partita a scacchi\, all’interno di un “Locus of Control” (Luogo di controllo)\, egli è soprattutto un giocatore di quinta e sesta mossa\, in grado di cogliere le opportunità e prendere decisioni strategiche in situazioni avverse\, affidandosi a “compagni di viaggio”- anch’essi portatori di sogni e futuri condottieri – validi propulsori di energia creativa.\nAd ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.\nE’ il terzo principio della dinamica\, secondo Isaac Newton\, adattabile sia in guerra che nel quotidiano. E quando le Aziende crescono\, per diretta conseguenza…anche il Paese raccoglie i frutti dell’abbondanza\, screma la disoccupazione. Il pubblico\, proveniente da paesi vicini e non\, è intervenuto alle provocazioni di Matera\, portando sul campo dubbi\, certezze\, la testimonianza diretta sia del proprio fallimento che della propria rinascita lavorativa\, entrando così in empatia con l’ambiente e gli altri partecipanti.\n“Siamo tessere di un grande puzzle. Abbiamo una Missione. Quella di mettere la nostra tessera nel giusto incastro e comporre quell’immenso mosaico che è la Vita\, il futuro\, un mondo migliore. ”\nInsieme si può.\nD’altronde\, la Formazione punta a questo.\nE’ il nostro faro Guida\, la cui luce utile ruota a 360 gradi sull’oceano\, scrostando dalle tenebre quei talenti\, quelle ambizioni personali che\, private della conoscenza\, finirebbero con lo svilire il sogno\, trasformandoci in tante navi incagliate a riva\, sotto un cielo perennemente monocolore. \n(Marilena Frigiola) \nGiovanni Matera\nPer consultare altri miei articoli:\nwww.giovannimatera.it
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