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SUMMARY:UTEP “INCONTRO CON L'AUTORE”\, CON GIUSEPPE SALVATO.
DESCRIPTION:UTEP “Incontro con l’autore”\, con Giuseppe Salvato \nsul libro: “Perché le aziende non crescono… e nemmeno le persone” \nFar fronte alla crisi?\nDomandarsi:\nche cosa posso fare io? \nSi comincia perché ci si sente Dio\, si ha una visione e un programma e si finisce quando si ridiventa Io \nE’ indispensabile saper fare bene  il proprio mestiere e trasmetterlo \nLa storia di Giovanni Matera: da garzone a imprenditore \nLa matita.\nDa anni l’Italia attraversa una grave crisi economica e quindi sociale. Alcuni dei “perché” di questa crisi sono stati esaminati l’altra sera in un seminario con il prof. Giuseppe Salvato\, commercialista\, docente\, consulente in risorse umane e organizzazione\, autore di molte\, pubblicazioni che conosce dal di dentro le PMI\, cioè il tessuto connettivo dell’economia italiana e con Giovanni Matera\, imprenditore che è stato suo “allievo”.\nInterrogato da chi scrive\, Salvato ha approfondito alcuni aspetti della crisi italiana\, esposti nel suo ultimo libro: “Perché le aziende non crescono… e le persone neppure”\, edito da Koinè comunicazione.\nIl libro consta di 150 pagine di scrittura assai fitta\, 9 capitoli con 48 paragrafi e una ricca appendice\, molte tabelle e citazioni dotte\, da Tucidide che ci tramanda la migliore definizione di democrazia predicata da Pericle (non tutti siamo in grado di far politica\, ma tutti siamo in grado di giudicarla)\, a un proverbio Maori (volgi la testa verso il sole e le ombre cadranno dietro di te) a Schopenhauer\, un filosofo tanto misantropo quanto inquieto da aver sognato lo sperdimento di sé nel Nirvana\, una specie di paradiso dell’annullamento. Il libro contiene anche molte domande alle quali il lettore dovrebbe rispondere per scoprire i suoi pregi e difetti\, umani e imprenditoriali.\nNel suo libro Salvato fa incontrare spesso filosofia\, sapienza\, ed economia\, ricorda un pensiero di Spinoza\, che\, forse\, spiega una volta per tutte la ragione delle crisi economiche: “Chi detiene il potere ha bisogno che le persone siano affette da tristezza”\, si sofferma sul consumo\, che può essere necessario\, superfluo\, eccessivo\, sui soldi che “pochi possono essere troppi e che troppi possono essere pochi”\, in rapporto al loro tempo e ai bisogni che devono soddisfare\, i quali soldi\, al dunque\, non possono non possono comprare ciò che è più necessario all’uomo: serenità e tempo. Ancora\, Salvato spiega con due citazioni l’importanza della lettura e della conversazione: “Le idee migliori sono proprietà di tutti” (Seneca) e “Chi dona sapienza non perde nulla e guadagna la riconoscenza di colui a cui l’ha donata (Numenio di Apamea).\nDopo la conversazione\, il prof. Salvato\, servendosi di slide\, ha spiegato come far crescere un’azienda. La crisi\, ha spiegato\, comincia e/o cresce\, nella testa dell’imprenditore\, ed ha una parola precisa: “giustificazione”\, cioè cercare risposte ai problemi fuori di sé\, invece che dare proprie risposte ponendosi la domanda: che cosa posso fare io? Quando si comincia\, ha proseguito\, ci si sente Dio\, perché si ha un obiettivo da raggiungere\, una motivazione interiore\, che si traduce in visione\, sogno\, programmazione. Ci si avvita nella crisi quando si resta soli con il proprio io\, cioè da Dio si ridiventa Io.\nIl lavoro\, ha continuato Salvato\, nobilita\, averlo accresce la propria autostima\, in sé un’impresa è la metafora della vita\, nascere\, cominciare\, espandersi\, ma deve basarsi su un fatto imprescindibile: saper fare bene il proprio mestiere\, condizione indispensabile per risolvere i problemi che si presentano.\nSaper fare bene il proprio mestiere\, inoltre\, è anche un essere maestri: avere e dare competenze\, motivazioni\, idee\, essere parte di un insieme\, esaltare le differenze e armonizzarle\, soltanto chi sta da solo si perde. La crescita e il far fronte alle crisi\, si fondano sul saper guardare dentro di sé e confrontarsi con la realtà\, la qual cosa si trasforma in determinazione e perfino gioia\, il piacere di saper far qualcosa\, che si trasfonde nel cliente e lo fidelizza.\nInfine Salvato ha racchiuso in un’immagine il senso della conversazione con l’Utep: bisogna essere come una matita che per scrivere deve: farsi guidare da una mano\, subire le dolorose temperate\, correggersi\, continuare a scrivere e restare se stessi all’interno del proprio pezzo di legno e da esso protetti.\nRaccontando la sua storia di garzone\, artigiano\, detentore di un mestiere che gli ha dato volontà e ardimento per trasformare una bottega in impresa e il garzone in imprenditore\, Giovanni Matera\, ha confermato dal vivo la lezione di Salvato. \nMichele Cristella –  giornalista professionista \n Giovanni Matera \nPer consultare altri miei articoli: \nwww.giovannimatera.it \n 
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SUMMARY:IMPRENDITORI SI NASCE O SI DIVENTA?
DESCRIPTION:IMPRENDITORI SI NASCE O SI DIVENTA?\n– L’impossibile diventa Possibile.\n– L’imprenditore disegna sogni e li concretizza.\n– Non c’è cambiamento senza consapevolezza\nProsegue con grande successo\, a cadenza mensile\, il corso di Ricerca e Formazione a cura dell’imprenditore\, Giovanni Matera. Dopo aver analizzato la figura del Leader\, contrapponendola a quella del Capo\, il nuovo tema dell’incontro è stato: “Imprenditori si nasce o si diventa?”\nAl Don Chisciotte Caffé Letterario di Laterza\, l’atmosfera si riscalda mentre presenze già note e facce nuove\, disoccupati e studenti\, imprenditori coraggiosi ed aspiranti tali\, si scrutano in silenzio\, vicendevolmente\, prima che l’autore de “La cassetta degli attrezzi” torni a sfogliare per noi le pagine del libro\, riproposte su schermo\, attraverso un tour a tappe su Power Point.\n“Dio ci ha dato due orecchie ma soltanto una bocca proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà” (Epiteto)\nCon la Politica che si riempie le ganasce di Cultura e fatue promesse\, senza riflettere sull’importanza che una degna Formazione Imprenditoriale avrebbe sull’esistenza di ogni cittadino\, Giovanni Matera ci invita a riflettere sul nostro passato\, poiché soltanto la Conoscenza di ciò che fummo è in grado di favorire la costruzione di noi stessi.\nLaterza siede su pietre che la Storia ha scavato\, spuntato\, affilato\, arrotondato\, indipendentemente dal fascio politico che l’ha colorata negli anni. E ci racconta di quei padri e di quei nonni che la sua terra l’hanno zappata\, versando sangue\, sudore e lacrime per garantire un futuro più dignitoso ai figli di domani.\nE parla ancora\, Laterza.\nOgni vicolo incassato tra le mura del Paese Vecchio\, ogni strada affacciata su vie gremite di negozi\, è un libro aperto sulla realtà di chi ha vissuto il vero tracollo economico\, la povertà\, la Depressione\, quando procurarsi un tozzo di pane era considerato un lusso per pochi e la gente camminava per strada con le scarpe consumate\, giacche e calzoni rattoppati ma sempre a testa alta.\nFino a qualche anno fa abbiamo guardato Laterza dal basso\, come fratelli e figli costretti in un borgo che non offriva spazi\, garanzie\, opportunità. Oggi\, a dispetto della nuova ondata di crisi che sta braccando l’Italia e con rinnovato senso critico\, possiamo affermare che Laterza è un paese rimesso a nuovo\, in costante apertura. Questo grazie all’impegno di coloro che hanno creduto nelle sue potenzialità\, nella sua ricchezza territoriale e soprattutto in quegli stessi figli che dai padri hanno ereditato la forza e la dedizione\, credendo innanzitutto in se stessi.\nMolti dicono “Qui c’è il nulla” “Il Paese muore”\, “Mancano le iniziative”.\nProviamo a mettere il naso fuori dai luoghi comuni e a domandarci seriamente “A cosa serve lamentarsi se l’unica cosa che riusciamo a fare è quella di aspettare che Madame Opportunità ci chiami al cellulare?”\nLe iniziative ci sono. E sono il frutto di un impegno meticoloso\, di un’aggregazione carismatica che ai cittadini\, soprattutto ai giovani\, chiede soltanto predisposizione all’ascolto\, innovazione\, senso etico\, al fine di ridestare il “condottiero” che sonnecchia in ognuno di noi e far prosperare le Aziende. Maggiori saranno gli imprenditori in grado sfidare e osare\, di reinventarsi dal vecchio\, molteplici saranno le richieste di lavoro.\n“L’imprenditore vede sempre il lato positivo della realtà ove opera\, dipinge il mondo con i colori della volontà e della costruttività\, e mai con quelli della rassegnazione. “\nGiovanni Matera sostiene che il vero Imprenditore non è un folle bensì colui che non cede ai manrovesci del destino. Sa essere positivo\, segue i collaboratori da vicino\, li sprona a dare il meglio\, senza disorientarli o terrorizzarli\, diventa per loro un ombrello\, una sorta assistenza continua. Come in una partita a scacchi\, all’interno di un “Locus of Control” (Luogo di controllo)\, egli è soprattutto un giocatore di quinta e sesta mossa\, in grado di cogliere le opportunità e prendere decisioni strategiche in situazioni avverse\, affidandosi a “compagni di viaggio”- anch’essi portatori di sogni e futuri condottieri – validi propulsori di energia creativa.\nAd ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.\nE’ il terzo principio della dinamica\, secondo Isaac Newton\, adattabile sia in guerra che nel quotidiano. E quando le Aziende crescono\, per diretta conseguenza…anche il Paese raccoglie i frutti dell’abbondanza\, screma la disoccupazione. Il pubblico\, proveniente da paesi vicini e non\, è intervenuto alle provocazioni di Matera\, portando sul campo dubbi\, certezze\, la testimonianza diretta sia del proprio fallimento che della propria rinascita lavorativa\, entrando così in empatia con l’ambiente e gli altri partecipanti.\n“Siamo tessere di un grande puzzle. Abbiamo una Missione. Quella di mettere la nostra tessera nel giusto incastro e comporre quell’immenso mosaico che è la Vita\, il futuro\, un mondo migliore. ”\nInsieme si può.\nD’altronde\, la Formazione punta a questo.\nE’ il nostro faro Guida\, la cui luce utile ruota a 360 gradi sull’oceano\, scrostando dalle tenebre quei talenti\, quelle ambizioni personali che\, private della conoscenza\, finirebbero con lo svilire il sogno\, trasformandoci in tante navi incagliate a riva\, sotto un cielo perennemente monocolore. \n(Marilena Frigiola) \nGiovanni Matera\nPer consultare altri miei articoli:\nwww.giovannimatera.it
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SUMMARY:GINOSA\, FORMAZIONE A SCUOLA: GIOVANNI MATERA INCONTRA STUDENTI “BELLISARIO”
DESCRIPTION:GINOSA\, FORMAZIONE A SCUOLA: GIOVANNI MATERA INCONTRA STUDENTI “BELLISARIO” \nContinua sul fronte della formazione l’impegno dell’imprenditore laertino Giovanni Matera\, che sabato 9 maggio 2016 ha incontrato gli studenti delle classi quinte dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Marisa Bellisario’’ di Ginosa. \nSi tratta del quinto appuntamento nelle scuole per il titolare della “Matera Arredamenti’’\, che ha avuto modo di presentare il suo libro “La cassetta degli attrezzi’’ e di spiegare parte dei concetti in esso contenuto relativi a marketing\, economia e al mondo dell’imprenditoria e del lavoro. \nGli istituti scolastici si confermano fucine dei lavoratori di domani\, dove Matera trova terreno fertile per discutere delle nozioni acquisite in anni di esperienza e più che mai attuali e fondamentali per la crescita personale. \nImprenditori si nasce o si diventa? \nDinanzi a questa domanda\, i ragazzi non hanno avuto dubbi\, optando per la seconda risposta. Ma per ‘sfondare’\, bisogna innanzitutto avere delle qualità\, non necessariamente innate\, che determineranno il successo che otterrà la persona. \n«Occorre avere un desiderio di autorealizzazione che ci spinga verso un buon risultato – ha dichiarato Matera – una capacità di controllo tale da influenzare l’ambiente in cui viviamo e assumere comportamenti proattivi\, oltre a una propensione al rischio\, da non confondere con la pazzia insana\, che consiste nel non avere obiettivi». \nRegole e conoscenze da acquisire a parte\, anche le astuzie da mettere in campo risultano importanti\, specie nell’affrontare il temuto colloquio di lavoro\, a cui moltissimi giovani presenti all’incontro dovranno sottoporsi tra pochi mesi. \nIl consiglio di Giovanni Matera? Inserire nel proprio curriculum vitae «tutte le esperienze fatte finora e persino i piccoli lavori manuali svolti\, perchè a parità di titoli conseguiti\, il selezionatore sceglierà il candidato che avrà accumulato maggiore esperienza in vari campi». \nAl di là del percorso che ognuno intraprenderà\, sia come imprenditore che come lavoratore dipendente\, ciascuno\, ha ricordato Matera\, rimane padrone di se stesso e della sua vita e non deve esser vittima della cosiddetta ‘scusite’\, che ci fa trovare una scusa per tutto\, ma avere un sogno e una meta ben precisi. \nMiki Marchionna \nAcquista libro su: www.giovannimatera.it/libri/ \n 
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